Cerca nel blog

martedì 24 febbraio 2026

NeVe - PReGHiERa


1. 

Ho lasciato le arterie intasate di una finta metropoli stanca,

per ritrovare la cura in questa vertigine bianca.

Dopo accenni di fumo, di logica e di asfalto,

il cuore reclama il suo diritto all'assalto.

E l'Etna si staglia, una sposa di ghiaccio e di fuoco,

che rende il tuo dramma borghese un inutile gioco.


2.

Guardami, sono un reperto di un glaciale passato, 

con la memoria sporca e la vista appannata.

Ma qui, dove il silicio incontra il silenzio assoluto,

sento il rumore di un pezzo di me che era caduto.

Le ginocchia affondano in questa eucarestia di cristallo,

mentre il vulcano osserva dal suo

trono di metallo.


3.

Mi sento sull'Olimpo, tra dei decaduti e turisti avviliti,

in un altrove che non avevo mai visto.

Non c'è più il cinismo, non c'è più la posa di chi sa tutto, c'è solo questa neve che copre ogni lutto.

Si ricostruisce, tra le betulle e le rocce laviche,

un'architettura di cellule nuove.


4.

Sia lodato il bianco che tutto cancella, 

Sia lodato il bianco della mia navicella.


Ritornare bambina, ritornare sovrana, col mondo che trema, ti abbraccia, si appresta. 

Sull'Etna rinasci, tra il gelo e il vapore, un'opera nuova di un cuore che vola. 




Tutto è immobile.


Sento il battito...


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.